7/12/2025 Sul Matanna dal versante ovest  

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Attenzione!
La presente pagina non vuole in alcun modo essere una guida escursionistica o alpinistica, ma un semplice racconto di una giornata e la segnalazione di una bellezza naturale e culturale.
Quindi, la presente pagina non sostituisce ma presuppone la consultazione delle guide e della cartografia in commercio. In alcun modo l'autore e il sito si assumono alcuna responsabilità di qualsiasi ordine giuridico e legale per eventuali danni o incidenti. L'uso delle informazioni della
presente pagina sarà sempre a proprio rischio e pericolo. A questo proposito, prima di effettuare le escursioni, si consiglia di chiedere sempre informazioni aggiornate, riguardanti lo stato dei sentieri che si intendono percorrere, alle Sezioni CAI che ne curano la manutenzione.
Ricorda inoltre che tutte le valutazioni circa le difficoltà delle escursioni, riportate sul sito, sono prettamente soggettive.

 
Percorso:  Stazzema, sentiero 115, tracce fuori sentiero, versante ovest, vetta Matanna, via normale per il Matanna, Callare di Matanna, sentiero 115, Stazzema

 

Come Arrivare :
INDICAZIONI STRADALI
Da Nord
Prendere l'autostrada del Sole A1, seguire la direzione La Spezia - Parma Ovest, continuare sull'autostrada della Cisa A15, seguire la direzione Genova - Livorno, proseguire sull'autostrada A12, uscire a Versilia, attraversare Forte dei Marmi, Ripa, Corvaia, Seravezza, Ruosina, Mulina, proseguire in direzione Stazzema.
Da Sud
Prendere l'autostrada del Sole A1, seguire la direzione Livorno, continuare sull'autostrada A11 Firenze - Mare, seguire la direzione Genova - Livorno, proseguire sull'autostrada A12, uscire a Versilia, attraversare Forte dei Marmi, Ripa, Corvaia, Seravezza, Ruosina, Mulina e seguire le indicazioni per Stazzema.

Periodo consigliato: 
In linea di massima tutto l'anno, si sconsiglia se neve, ghiaccio  o erreno bagnato
Classificazione
:

Itinerario in ambiente selvaggio sulle Alpi Apuane, riferita a persone abituate a camminare su terreno apuano, utile l'uso del GPS
.

Difficoltà: EE con brevi passaggi di facile arrampicata (I°, III attrezzato)
Distanza: 11 km circa
Dislivello: 819 mt
Quota partenza 498 mt.
Quota massima: 1317 mt.

 
 

Sentieri:151 Stazzema – Rif. Forte dei Marmi – Sentiero A.Bruni –
 Callare del Matanna

 

              

 

Tempo di percorrenza:  Tempo di percorrenza totale:  circa 5,30h

 

  Acqua: Grossa fonte prima del Rifugio Forte dei Marmi, al rifugio stesso è presente una fontana esterna
  Punti sosta: Rifugio Forte dei Marmi
Il rifugio dispone di:
25 posti letto, 2 sale da pranzo, Bar, Saloncino, Acqua corrente, Energia elettrica, 2 terrazze panoramiche, locale invernale Teleferica per trasporto merci.
Aperto ininterrottamente dal 15/06 al 15/09; nei restanti mesi dell'anno aperto tutti i giorni festivi e prefestivi.
Come contattarci:
tel. 0584-777051
All'Alpe della Grotta mt. 865
Monte Procinto (Alpi Apuane) - Stazzema (LU)
http://www.caifortedeimarmi.it/rifugio.htm

Traccia gps       immagine traccia

Escursione consigliata a chi ama i percorsi meno battuti delle Apuane e cerca un’alternativa originale ai classici itinerari segnati

Matanna Ovest: viaggio sul lato selvaggio delle Apuane.
Il Matanna non è una montagna qualunque: è un nodo di crinale che le Apuane sembrano aver modellato in due metà inconciliabili. Da un lato i versanti est e sud, brulli, docili, aperti verso la Tùrrite Cava e il Serchio, custodi dell’antico viavai di pastori diretti verso l’Alto Matanna. Dall’altro, il versante ovest, rivolto al Vezza: un mondo aspro, segreto, fatto di rocce scure e boschi ripidi, frequentato nei secoli da carbonai, cavatori e cacciatori.
È qui che decidiamo di avventurarci, scegliendo la via meno battuta, il tracciato che si arrampica sulla cresta Ovest del Matanna, un saliscendi di paleo, rocce e sospensioni nel vuoto che racconta un’altra storia di questa montagna.
Stazzema – dove tutto inizia.
Il viaggio comincia a Stazzema, paese che porta impressa nella pietra la memoria dell’antica Via dei Pastori e, più recentemente, delle ferite della Seconda Guerra Mondiale.
In auto si raggiunge la strada che si stacca da quella per Stazzema, poco sotto al paese in corrispondenza di un ampio tornante, parcheggiamo  in corrispondenza del parchimetro da dove parte il sentiero 115, si può anche continuare sino al termine della strada sterrata ma si paga lo stesso!
Come detto lasciamo l'auto nel parcheggio a pagamento (4€ per l’intera giornata), ci incamminiamo sul sentiero 115, l’antico “5”, una mulattiera che per secoli ha visto passare castagnai e boscaioli diretti verso le selve alte.
Il bosco di castagni ci avvolge subito: è fitto, umido, silenzioso. Dopo una salita regolare raggiungiamo la giunzione con il sentiero 121, che storicamente collegava l’Alpe della Grotta con gli alpeggi del Matanna e con le miniere di rame, oggi quasi inghiottite dalla vegetazione.

Rifugio Forte dei Marmi – l’Alpe della Grotta
In circa un’ora eccoci all’Alpe della Grotta, oggi sede del Rifugio Forte dei Marmi, ieri luogo di passaggio per mercanti e caprai. La zona deve il nome alla grande cavità carsica nascosta poco sopra, una delle tante porte sotterranee dell’Apuano. Il rifugio si trova nel comune di Stazzema, in località Alpe della Grotta a 865 m di altitudine ed è di proprietà del CAI di Forte dei Marmi. Situato in una delle più celebri zone delle Alpi Apuane, è circondato dal caratteristico torrione del Procinto con i suoi “Bimbi”, dall’imponente e giallastra parete del Monte Nona e dal Monte Matanna. Dietro al Nona e al Procinto è il famoso Monte Forato.
Ma il nostro cammino non va verso la vetta per la via normale: scegliamo l’Ovest, la parte dove la montagna si fa più misteriosa.
Non arriviamo al rifugio, poche decine di metri prima sale sempre il sentiero n° 115, qui intitolato ad Aristide Bruni ideatore del sentiero e della prima ferrata in Italia, quella del Procinto. E sale sino al Callare di Matanna, lo prendiamo.
Adesso il sentiero  in pochi minuti cambia completamente atmosfera: il terreno si inclina, il bosco si infittisce, la roccia affiora ovunque.
Percorriamo il sentiero 115, che per generazioni è stato un collegamento “di fatica” tra i paesi del Vezza e i pascoli alti.
Dopo circa dieci minuti, minuto più minuto meno, un po' prima della galleria Aristide al Pizzo San Pietro, un ometto alla base di un albero sulla destra indica la deviazione decisiva: una traccia sospesa sul versante Nord-Ovest, un balcone naturale che corre un po’ sotto  il sentiero 115. La percorriamo come si percorre un sentiero di esplorazione: con calma, leggendo la montagna.
Giungiamo a due  torrioni rocciosi, pare che almeno il primo sia salibile facilmente ma lo lasciamo perdere e  proseguiamo su vaga traccia, il percorso è intuitivo ma comunque vi sono numerosi "ometti" e fettucce sugli alberi, molti li abbiamo rafforzati e qualcuno fatti ex novo.
Proseguiamo sotto delle pareti imponenti e con molti anfratti, un bellissimo scenario!
Poi, più avanti compare una grotta, buia, umida, ci immaginiamo sia stata usata come ricovero da pastori o cacciatori. Oltre la grotta, il terreno si impenna in un canale roccioso, Un orrido canale  (I°) da salire con attenzione, come lo descrive il Garzella. In realtà si sale molto bene senza particolari difficoltà, piuttosto l'attenzione l'abbiamo dovuta mettere per la natura fangosa del terreno ma lo scenario è stupendo e suggestivo.
La fatica aumenta, il bosco lascia spazio a colate di paleo e placche. Le fettuccine sugli alberi guidano verso un passaggio più verticale, attrezzato oggi con corde fisse (III°): un tratto che racconta la natura vera di questo versante, difficile e remoto.
La Cresta Ovest – dove soffia il vento della storia
Dopo una ripida salita su paleo guidati da fettucce arancioni e qualche bollo sulle rocce  finalmente sbuchiamo sulla cresta Ovest del Matanna, una lama aerea che nei secoli ha visto passare cacciatori, soldati, briganti e – più recentemente – i primi “viandanti alpini” della fine XIX secolo.
Qui il vento è diverso: tira dal mare, e porta con sé un profumo di sale e macchia mediterranea che risale dalle valli di Camaiore.
La salita è intuitiva, cenge sottili, rampe diagonali, curve di roccia che la natura ha modellato come un’antica scalinata. L’ultimo saltino sul filo di cresta (I+) regala un piccolo brivido d’alpinismo d’altri tempi, e subito dopo la vetta appare all’improvviso, quasi timida.
Siamo in cima al Monte Matanna, balcone naturale tra costa e montagne. Se il cielo è limpido, si distinguono persino le sagome delle isole.
Sostiamo un pò sulla vetta ma poi riprendiamo il cammino per il ritorno e scendiamo  lungo la cresta sommitale che conduce al Callare del Matanna, antico punto di transito tra pastori e mercanti diretti verso la Versilia. Oggi è un crocevia tranquillo, ma basta chiudere gli occhi per immaginare il suono delle campanelle e il vociare delle comitive di un tempo. 
Dal Callare seguiamo il sentiero 115, che tra castagni e mulattiere ci riporta lentamente al Rifugio Forte dei Marmi e da lì al parcheggio chiudendo così un anello breve ma ricco di suggestioni.



Foto escursione   jj