Ci sono luoghi delle Alpi Apuane nei quali il
paesaggio racconta una storia molto più forte di qualsiasi
libro. La Lizza del Puntello, nel selvaggio ambiente del Canal
Cerignano, è uno di questi.
Si parte da Biforco, antico e importante nodo della
viabilità delle cave sopra Forno, e si risale per un breve
tratto la marmifera che accompagna il Canal Cerignano, sul
tracciato del sentiero 36. Il paesaggio è quello tipico dei
bacini marmiferi massesi: ravaneti, vecchie cave, piazzali
abbandonati e tracce di quelle vie di lizza che per generazioni
hanno rappresentato l'unico modo per portare a valle i blocchi
di marmo.
Dopo poco attraversiamo il canale, ometto, e
sull'altra sponda imbocchiamo una vecchia via di lizza ormai
degradata. Il percorso sbuca in breve su un'altra marmifera, nei
pressi di un piazzale dove spiccano un traliccio e una
caratteristica torretta elettrica.
Scendiamo per pochi metri lungo la marmifera, in
direzione del canale e dello sperone roccioso del Puntello.
Ed è proprio qui che la montagna ci sorprende.
Sulla destra compare improvvisamente una incredibile
e vertiginosa via di lizza, con una pendenza impressionante, che
in alcuni tratti appare addirittura superiore alla verticalità.
La Lizza del Puntello
La osserviamo per qualche istante prima di decidere
di affrontarla.
La prima parte sale su ottima roccia, con difficoltà
intorno al I+/II grado. Sulla destra sono presenti alcuni
gradini artificiali utili per la progressione, è presente un
cavo che non dà nessuna sicurezza, quando si arriva alla
legatura si capisce il perchè! e vecchi fittoni metallici questi
utili per reggersi, ma sempre tastando bene e verificando la
stabilità.
È una salita breve, ma la pendenza e l'esposizione
impongono la massima concentrazione.
Guardandola, diventa quasi difficile immaginare che
questa fosse una via destinata al trasporto del marmo. Eppure è
proprio questo il motivo per cui è stata costruita: permettere
la discesa verso valle dei pesantissimi blocchi estratti dalle
cave superiori.
Nella prima parte della lizza le traversine di legno
non sono più presenti. Sono rimasti però numerosi vecchi fittoni
metallici, ancora infissi nella roccia, che un tempo servivano a
sostenere e mantenere in posizione la struttura lignea.
Sono tracce silenziose, ma eloquenti, di quello che
doveva essere un sistema tanto ingegnoso quanto rischioso.
Continuando a salire, la lizza cambia aspetto.
La
roccia diventa meno compatta e il terreno più friabile e infido.
Ed è proprio nella parte più alta che incontriamo la
testimonianza più impressionante: le vecchie traversine di legno
sono ancora conservate e fissate alla montagna.
Vederle lì, su una pendenza simile, lascia davvero
senza parole.
Su quelle assi venivano fatti scivolare i blocchi di
marmo durante la discesa, controllati mediante funi, argani e
sistemi di frenatura. Oggi di quel sistema rimangono soltanto
frammenti, ma sono sufficienti per comprendere l'incredibile
lavoro necessario per trasformare un pendio naturale in una vera
strada per il marmo.
Proseguiamo con la massima cautela fino
al termine della lizza.
Da qui il terreno diventa più agevole e possiamo
continuare verso l'alto fino a raggiungere un intaglio
panoramico, che ci regala una bella visuale sull'ambiente
selvaggio del Canal Cerignano e sulle montagne circostanti.
Il ritorno verso il Canal Cerignano
Torniamo quindi al piano di carico della nostra
lizza e iniziamo la discesa.
Per il rientro utilizziamo un'altra antica via di
lizza, coincidente con il vecchio tracciato del sentiero 36. Il
percorso aggira lo sperone del Puntello e ci conduce nuovamente
verso il fondo del Canal Cerignano.
Ritrovata la marmifera, invece di rientrare subito a
Biforco, decidiamo di risalirla ancora per raggiungere la Cava
della Vettolina.
Il paesaggio continua a mostrare i segni di
un'attività estrattiva che per generazioni ha modellato
profondamente queste montagne. Ravaneti, piazzali, vecchie
marmifere e cave abbandonate costituiscono un gigantesco museo a
cielo aperto della storia del marmo apuano.
Alla Vettolina ci fermiamo ad osservare la sua
caratteristica apertura in diagonale, prima di invertire la
marcia e ripercorrere la marmifera del Cerignano fino a Biforco.
Una breve escursione, una grande storia
Sono appena 4,5 chilometri, con circa 350 metri di
dislivello, ma questa escursione regala emozioni che
difficilmente si possono misurare con i numeri.
La Lizza del Puntello è breve, ma la sua pendenza
impressionante la rende un'esperienza completamente diversa da
una normale escursione sulle Apuane.
Camminando su quella roccia viene spontaneo
chiedersi come gli uomini che lavoravano nelle cave riuscissero
a movimentare enormi blocchi di marmo lungo un pendio simile,
utilizzando soltanto la forza degli argani, delle funi e la
propria esperienza.
E forse la cosa più emozionante è proprio ciò che
rimane.
Prima i fittoni metallici, ormai privi delle
traversine che sostenevano.
Poi, più in alto, quelle vecchie assi di legno
ancora aggrappate alla montagna.
Sono piccoli resti, apparentemente insignificanti,
ma raccontano una storia enorme: quella dei cavatori e della
loro lotta quotidiana con una montagna tanto bella quanto
difficile.
La Lizza del Puntello non è quindi soltanto un
itinerario escursionistico.
È una pagina della storia delle Apuane ancora
scritta sulla roccia.
ATTENZIONE
La lizza è breve ma estremamente ripida. Il tratto
iniziale presenta buona roccia e alcuni aiuti artificiali, ma
nella parte superiore il terreno diventa più friabile e
delicato.
La pendenza è tale da richiedere esperienza, passo
sicuro e assoluta prudenza.
Un elemento fondamentale da considerare è che
una volta iniziata la salita,
tornare indietro può essere particolarmente pericoloso. È quindi
indispensabile valutare le proprie capacità prima di impegnare
il tratto più ripido.
Il tracciato potrebbe proseguire verso l'alto con
pendenze più moderate, ma la parte successiva è oggi in gran
parte sommersa dai ravaneti e non è facilmente individuabile.
Il casco è obbligatorio per il rischio di caduta di
pietre e detriti. La presenza del cavo e dei vecchi fittoni non
deve essere considerata una garanzia di sicurezza. Si tratta di
un ambiente selvaggio e di una vecchia via di lizza, le cui
condizioni possono cambiare nel tempo.
La Lizza del Puntello merita di essere percorsa
soprattutto per ciò che rappresenta: un'incredibile
testimonianza della storia del marmo e dell'ingegno dei cavatori
apuani.
Ma proprio per questo va affrontata con rispetto,
consapevolezza e la massima prudenza.