La vertiginosa Lizza del Puntello
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Foto Roberto Garzella
Filmato You Tube Roberto Garzella


Attenzione!
La presente pagina non vuole in alcun modo essere una guida escursionistica o alpinistica, ma un semplice racconto di una giornata e la segnalazione di una bellezza naturale e culturale.
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Ricorda inoltre che tutte le valutazioni circa le difficoltà delle escursioni, riportate sul sito, sono prettamente soggettive.

 
Percorso:  
Biforco,  Canal Cerignano, Lizza del Puntello
Lunghezza: 4,5 km
Dislivello: 350 m
Tempo: 4h 30'
Difficoltà: escursionisti esperti, con breve tratto su roccia I+/II e passaggi molto esposti e ripidi
Partenza e arrivo: Biforco, Forno (Massa)

 

Come Arrivare : Da Massa si segue via Bassa Tambura in direzione Forno, a 4 Km si incontra Canevara, più avanti si trascura una strada che sale a sinistra in direzione Casette. A 6,5 Km un bivio: a sinistra la strada si dirige a Forno mentre a destra continua per Gronda e Resceto.
Dopo un chilometro raggiungiamo Forno che si sviluppa lungo il torrente e la strada. Poco prima del borgo sulla sinistra, presso una vecchia chiesa, si trova il parcheggio.


INDICAZIONI STRADALI

Classificazione
:
Itinerario in ambiente selvaggio sulle Alpi Apuane, riferita a persone abituate a camminare su terreno apuano. EE

Periodo consigliato: 
In linea di massima tutto l'anno, si sconsiglia se neve, ghiaccio  o terreno bagnato

 
 

Sentieri:  
              Vecchio  36  

162
Vettolina – innesto del sentiero 166A – Il Piastrone – Cava di Piastra Marina – Bivacco Aronte – Passo della Focolaccia

Prevalentemente fuori sentiero


 

Tempo di percorrenza:  Tempo di percorrenza totale:  circa 4,30h

 

  Acqua: Al paese di Forno, assente lungo il percorso
  Punti sosta: Al paese di Forno

Traccia gps       immagine traccia

Escursione consigliata a chi ama i percorsi meno battuti delle Apuane e cerca un’alternativa originale ai classici itinerari segnati

Ci sono luoghi delle Alpi Apuane nei quali il paesaggio racconta una storia molto più forte di qualsiasi libro. La Lizza del Puntello, nel selvaggio ambiente del Canal Cerignano, è uno di questi.
Si parte da Biforco, antico e importante nodo della viabilità delle cave sopra Forno, e si risale per un breve tratto la marmifera che accompagna il Canal Cerignano, sul tracciato del sentiero 36. Il paesaggio è quello tipico dei bacini marmiferi massesi: ravaneti, vecchie cave, piazzali abbandonati e tracce di quelle vie di lizza che per generazioni hanno rappresentato l'unico modo per portare a valle i blocchi di marmo.
Dopo poco attraversiamo il canale, ometto, e sull'altra sponda imbocchiamo una vecchia via di lizza ormai degradata. Il percorso sbuca in breve su un'altra marmifera, nei pressi di un piazzale dove spiccano un traliccio e una caratteristica torretta elettrica.
Scendiamo per pochi metri lungo la marmifera, in direzione del canale e dello sperone roccioso del Puntello.
Ed è proprio qui che la montagna ci sorprende.
Sulla destra compare improvvisamente una incredibile e vertiginosa via di lizza, con una pendenza impressionante, che in alcuni tratti appare addirittura superiore alla verticalità.
La Lizza del Puntello
La osserviamo per qualche istante prima di decidere di affrontarla.
La prima parte sale su ottima roccia, con difficoltà intorno al I+/II grado. Sulla destra sono presenti alcuni gradini artificiali utili per la progressione, è presente un cavo che non dà nessuna sicurezza, quando si arriva alla legatura si capisce il perchè! e vecchi fittoni metallici questi utili per reggersi, ma sempre tastando bene e verificando la stabilità.
È una salita breve, ma la pendenza e l'esposizione impongono la massima concentrazione.
Guardandola, diventa quasi difficile immaginare che questa fosse una via destinata al trasporto del marmo. Eppure è proprio questo il motivo per cui è stata costruita: permettere la discesa verso valle dei pesantissimi blocchi estratti dalle cave superiori.
Nella prima parte della lizza le traversine di legno non sono più presenti. Sono rimasti però numerosi vecchi fittoni metallici, ancora infissi nella roccia, che un tempo servivano a sostenere e mantenere in posizione la struttura lignea.
Sono tracce silenziose, ma eloquenti, di quello che doveva essere un sistema tanto ingegnoso quanto rischioso.
Continuando a salire, la lizza cambia aspetto.
xxxLa roccia diventa meno compatta e il terreno più friabile e infido. Ed è proprio nella parte più alta che incontriamo la testimonianza più impressionante: le vecchie traversine di legno sono ancora conservate e fissate alla montagna.
Vederle lì, su una pendenza simile, lascia davvero senza parole.
Su quelle assi venivano fatti scivolare i blocchi di marmo durante la discesa, controllati mediante funi, argani e sistemi di frenatura. Oggi di quel sistema rimangono soltanto frammenti, ma sono sufficienti per comprendere l'incredibile lavoro necessario per trasformare un pendio naturale in una vera strada per il marmo.
Proseguiamo con la massima cautela fino al termine della lizza.
Da qui il terreno diventa più agevole e possiamo continuare verso l'alto fino a raggiungere un intaglio panoramico, che ci regala una bella visuale sull'ambiente selvaggio del Canal Cerignano e sulle montagne circostanti.
Il ritorno verso il Canal Cerignano
Torniamo quindi al piano di carico della nostra lizza e iniziamo la discesa.
Per il rientro utilizziamo un'altra antica via di lizza, coincidente con il vecchio tracciato del sentiero 36. Il percorso aggira lo sperone del Puntello e ci conduce nuovamente verso il fondo del Canal Cerignano.
Ritrovata la marmifera, invece di rientrare subito a Biforco, decidiamo di risalirla ancora per raggiungere la Cava della Vettolina.
Il paesaggio continua a mostrare i segni di un'attività estrattiva che per generazioni ha modellato profondamente queste montagne. Ravaneti, piazzali, vecchie marmifere e cave abbandonate costituiscono un gigantesco museo a cielo aperto della storia del marmo apuano.
Alla Vettolina ci fermiamo ad osservare la sua caratteristica apertura in diagonale, prima di invertire la marcia e ripercorrere la marmifera del Cerignano fino a Biforco.
Una breve escursione, una grande storia
Sono appena 4,5 chilometri, con circa 350 metri di dislivello, ma questa escursione regala emozioni che difficilmente si possono misurare con i numeri.
La Lizza del Puntello è breve, ma la sua pendenza impressionante la rende un'esperienza completamente diversa da una normale escursione sulle Apuane.
Camminando su quella roccia viene spontaneo chiedersi come gli uomini che lavoravano nelle cave riuscissero a movimentare enormi blocchi di marmo lungo un pendio simile, utilizzando soltanto la forza degli argani, delle funi e la propria esperienza.
E forse la cosa più emozionante è proprio ciò che rimane.
Prima i fittoni metallici, ormai privi delle traversine che sostenevano.
Poi, più in alto, quelle vecchie assi di legno ancora aggrappate alla montagna.
Sono piccoli resti, apparentemente insignificanti, ma raccontano una storia enorme: quella dei cavatori e della loro lotta quotidiana con una montagna tanto bella quanto difficile.
La Lizza del Puntello non è quindi soltanto un itinerario escursionistico.
È una pagina della storia delle Apuane ancora scritta sulla roccia.
⚠️ ATTENZIONE
La lizza è breve ma estremamente ripida. Il tratto iniziale presenta buona roccia e alcuni aiuti artificiali, ma nella parte superiore il terreno diventa più friabile e delicato.
La pendenza è tale da richiedere esperienza, passo sicuro e assoluta prudenza.
Un elemento fondamentale da considerare è che una volta iniziata la salita, tornare indietro può essere particolarmente pericoloso. È quindi indispensabile valutare le proprie capacità prima di impegnare il tratto più ripido.
Il tracciato potrebbe proseguire verso l'alto con pendenze più moderate, ma la parte successiva è oggi in gran parte sommersa dai ravaneti e non è facilmente individuabile.
Il casco è obbligatorio per il rischio di caduta di pietre e detriti. La presenza del cavo e dei vecchi fittoni non deve essere considerata una garanzia di sicurezza. Si tratta di un ambiente selvaggio e di una vecchia via di lizza, le cui condizioni possono cambiare nel tempo.
La Lizza del Puntello merita di essere percorsa soprattutto per ciò che rappresenta: un'incredibile testimonianza della storia del marmo e dell'ingegno dei cavatori apuani.
Ma proprio per questo va affrontata con rispetto, consapevolezza e la massima prudenza.


Foto escursione   jj
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