22/03/2026 Valle degli Alberghi, Pradacetti e Focetta tra Forbice e Torre Figari

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Itinerario: 

 

Come Arrivare: 
Da Massa si segue per Forno, la si supera e al primo bivio si tiene la destra. Si prosegue fino a incontrare uno spiazzo con muro di cemento, ove parcheggiare, subito prima della sbarra che segna l'inizio della marmifera


INDICAZIONI STRADALI

 
Sentieri: Segnaletica: CAI Bianco rossa - 

N° 167
 - Biforco – Lizza degli Alberghi – Valle degli Alberghi – raccordo sentiero “Ferrata del Contrario” – Case Carpano – Forcella di Porta – Bivacco Aronte – P.so della Focolaccia

Sentiero dei Pradacetti pochi e sbiaditi segni rossi ma non numerato

Sentiero per punta questa scarsamente segnato e non ufficiale

N° 168  Biforco – Canal Fondone – Foce Rasori (SENTIERO CHIUSO E IMPRATICABILE)

Sentiero da Casa Cormaneto alla lizza degli Alberghi, non segnato CAI 

Classificazione: EE

Escursione tra trekking impegnativo e alpinismo facile


 

Tempo di percorrenza:  Tempo di percorrenza totale:  circa 7,30 soste comprese - 8,64km
 
Acqua: Al paese di Forno poi non se ne trova più per tutta l'escursione, unica alternativa sarebbe raggiungere Foce Rasori e poi il Rifugio Garnerone dove è presente una fonte, ma così facendo si allungherebbe di molto la già lunga escursione, conviene sicuramente partire con una buona scorta d'acqua
 
Punti sosta:  Nessuno
 
Traccia gps           Traccia Google Earth
La traccia GPS è quella di un'escursione già fatta in precedenza dove andammo anche sulla Punta Questa, oggi questa cima l'abbiamo tralasciata

 Periodo consigliato:  Da maggio a ottobre

           

Quest’oggi ci impegniamo in un’escursione di grande respiro, su percorsi impervi, in equilibrio non sempre stabile tra trekking impegnativo e alpinismo facile.
Raggiungiamo Biforco (366 m), pochi chilometri dopo Forno, presso una cava dove termina l’asfalto. Siamo alla biforcazione tra il Canal Fondone e il Canal Cerignano. Sono le 08:15 quando ci incamminiamo lungo la via di cava, seguendo il sentiero 167-168 in direzione Valle degli Alberghi e ferrata del Contrario.
Dopo circa 800 metri arriviamo alla cava Romana. Qui, al bivio, il sentiero 168 che sale a sinistra verso Foce Rasori (Canal Fondone) risulta chiuso e non agibile. Proseguiamo quindi sul 167 a destra, imboccando una vecchia via di lizza che conduce alla Valle degli Alberghi.
Il sentiero, a tratti, si discosta dalla lizza originaria, ma lungo il percorso sono ancora ben visibili i segni dei pali utilizzati per frenare i pesanti carichi di marmo. Dopo una lunga e ripida salita raggiungiamo una foce a quota 800 metri: “Il Zucco”. Qui la lizza si addolcisce e piega verso est. Ci fermiamo per una breve sosta ad ammirare il versante sud del Monte Contrario: un susseguirsi di onde di pietra grigia, come un immenso drappeggio.
Dopo circa 200-300 metri, sulla sinistra si apre il Canal Cerignano. Alcune indicazioni segnalano Orto di Donna e il rifugio Donegani. Attraversiamo il letto asciutto del torrente e risaliamo sul versante opposto. Poco più avanti, verso ovest, intercettiamo dei bolli rossi che salgono verso nord: è l’inizio del ripido sentiero dei Pradacetti. Proseguendo invece in piano si arriverebbe a Case Cormeneto, da dove passeremo al ritorno.
L’ambiente si fa subito austero e affascinante. Salendo, le soste diventano frequenti: per ammirare le montagne che si allontanano sotto di noi, ma anche per riprendere fiato. A quota 1000 metri percorriamo un breve tratto di cresta: sotto di noi si distingue chiaramente il grande edificio degli Alberghi, antico ricovero dei cavatori, e una bella visuale sulla ferrata del Contrario.
Riprendiamo la salita su paleo e roccette fino a circa 1200 metri, dove un breve tratto attrezzato con cavetto metallico aiuta a superare un passaggio più esposto. Un tempo qui era presente una longarina, probabilmente utilizzata dai cavatori.
Abbandoniamo l’idea di salire direttamente in cresta e traversiamo verso nord. Davanti a noi una lunga bastionata di placche di marmo: roccia molto lavorata dall’erosione, che offre ottima aderenza ma non ammette errori. Attraversiamo una successione di canali e placche, con continui saliscendi. Il percorso è sempre adrenalinico: tecnicamente non difficile, ma una scivolata sarebbe disastrosa.
Raggiungiamo un canalino incassato sotto i contrafforti della Punta Questa e della Torre Figari. Il riferimento è un evidente canale di sfasciumi che scende dalla Focetta, il valico tra la Forbice e la Torre Figari.
Alla base del canale, tra grandi macigni, iniziamo la risalita. La difficoltà tecnica è contenuta, ma il rischio di caduta sassi è costante. Finalmente raggiungiamo la Focetta. Dall’altro lato vediamo già il sentiero che conduce alla Punta Questa.
Ci fermiamo per una sosta e facciamo il punto: l’idea iniziale era salire in vetta, ma il giro è ancora lungo e abbiamo in programma anche una deviazione esplorativa. Decidiamo quindi di iniziare la discesa.
Scendiamo senza traccia fino a intercettare un sentiero con segni rossi. Prendiamo a destra su un tracciato non numerato che conduce al 168. Il percorso è poco evidente: segni sbiaditi e qualche ometto, fino a dirigersi verso il famigerato Canal Fondone, impraticabile.
La discesa si rivela subito impegnativa: traccia distrutta da frane e probabilmente dal passaggio dei cinghiali. I segni sono rari, spesso coperti dal paleo. Procediamo a vista, orientandoci verso Case Cormeneto, ben visibili grazie al tetto azzurro e al grande ciliegio.
Dopo vari tentativi e aggiustamenti di direzione, imbocchiamo il canale giusto e raggiungiamo finalmente la casa. È ormai un rudere: un tempo utilizzata da un pastore, oggi appare completamente abbandonata. Un luogo che trasmette isolamento e rispetto.
Dopo una breve sosta riprendiamo il cammino, affrontando una breve salita. Sulla sinistra si stacca la cresta dei Trasandini verso Punta Questa.
Entriamo poi in un boschetto di faggi: chiamarlo sentiero è quasi un’esagerazione. Seguiamo segni rossi tra rocce e canalini, sempre con attenzione all’esposizione. Giunti a una bastionata, il sentiero piega a destra,  scegliamo una variante scendendo verso una guglia scura e un evidente robusto ometto.
Questa si rivelerà una scelta sbagliata. Raggiunto un ometto, scendiamo in un canalino molto ripido ed esposto. Alla fine, tra sfasciumi e placche, capiamo l’errore e siamo costretti a risalire una cresta rocciosa  fino a ritrovare il sentiero per Case Cormeneto.
Da lì proseguiamo senza più errori: attraversiamo placche insidiose, una zona di sfasciumi e il Canale dei Pradacetti. Ritroviamo i segni per Case Cormeneto: il cerchio è quasi chiuso.
Torniamo al Canal Cerignano, lo riattraversiamo e rientriamo sulla lizza degli Alberghi, percorrendo a ritroso il tratto del mattino fino alla strada di cava e al piazzale.
Maglietta asciutta, sandali ai piedi e siamo pronti per il rientro, con negli occhi e nel cuore immagini indimenticabili.
Un’escursione splendida, non per tutti: lunga, complessa nell’orientamento e con tratti esposti. Ma proprio per questo di un fascino unico, in un ambiente severo e selvaggio.

 



Foto escursione